Ricerca

 

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Premessa e obiettivi della ricerca
PENSARE VENEZIA, è un contributo della Fondazione Gianni Pellicani alla discussione sul Piano Strategico Metropolitano di Venezia.
Va inteso anzitutto come l’inizio di un “viaggio”, nel segno della partecipazione, dentro la “metropoli”: una piattaforma aperta al contributo di singoli cittadini, associazioni, studiosi, gruppi di lavoro.

Il lavoro sviluppa una riflessione sull’area metropolitana veneziana, prendendo spunto dal confronto con altri contesti urbani metropolitani e focalizzando il ragionamento su alcuni temi cardine: beni comuni, federalismo fiscale, casa, welfare, periferie, inclusione sociale, ambiente, lavoro, partecipazione, ricerca, condivisione, sistema sociosanitario. Un insieme di “parole chiave” attorno alle quali immaginare nuove politiche per la Città Metropolitana.

La ricerca, elaborata con la collaborazione di esperti e stakeholder, offre anzitutto uno scenario sulle esperienze di pianificazione e governance nelle principali Città Metropolitane italiane. In primo luogo per ricavare utili suggestioni di carattere metodologico e tematico.
Quindi vengono presentati Sei Scenari che, nel loro insieme, prospettano una possibile identità per la Città Metropolitana di domani. Sei importanti tematiche a partire da: Infrastrutture e Trasporti, Turismo e Rigenerazione Urbana, Università e Cultura, Accesso alla Casa e riuso dei Beni Comuni, Federalismo fiscale e Politiche Sociosanitarie. Questi scenari non hanno la pretesa di essere esaustivi, ma rappresentano uno strumento utile per iniziare a ragionare sugli anni a venire.
“Pensare Venezia” potrà essere implementato attraverso l’elaborazione di schede tematiche e/o territoriali da parte di singoli cittadini, associazioni, studiosi, gruppi di lavoro.
I sei scenari, le analisi e le tesi presentate sono perciò solo l’innesco di un percorso.

In questo capitolo introduttivo, vengono presentati gli obiettivi, la struttura e i temi della ricerca.

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La governance metropolitana in Italia

Questa sezione introduce il nodo di una corretta interpretazione delle finalità del Piano Strategico Metropolitano (PSM) attraverso un’analisi del modo in cui Venezia e le altre aree metropolitane italiane si sono trovate ad affrontare il problema dopo la loro istituzione in Città Metropolitane, con l’entrata in vigore la legge Delrio (l 56/2014).
La Città Metropolitana di Venezia va ben oltre i confini stabiliti dalla legge, secondo cui l’ambito geografico coincide con l’ex Provincia di Venezia, comprendendo quantomeno anche le province di Padova e Treviso. Appare perciò indispensabile che il PSM non si limiti a fornire un indirizzo relativo esclusivamente ai confini istituzionali. Andrà piuttosto concepito come un documento di ampi orizzonti, capace di catalizzare gli interessi su scale diverse a seconda del tema strategico elaborato.
Le Città Metropolitane italiane stanno rispondendo con diverse strategie alla fondamentale questione di individuare degli indirizzi strategici condivisi da tutti i soggetti coinvolti nella stesura del Piano. Allo stato attuale solo Milano ha adottato il proprio Piano Strategico, mentre molte delle altre città hanno finora prodotto un documento di indirizzo oppure attivato il processo di partecipazione nel territorio. La ricerca elaborata dalla Fondazione Pellicani analizza tre esperienze significative che presentano possibili affinità con il costituendo PSM della Città Metropolitana di Venezia: Bologna, Torino e Milano. Si tratta di esperienze di città con alle spalle differenti storie di pianificazione strategica, attuata in modo volontario nel passato, che hanno dato vita a rapporti con Regione e Governo sviluppando in alcuni casi collaborazioni virtuose, ma in altre circostanze relazioni istituzionali conflittuali.

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Sei scenari per Venezia Metropolitana

Il Piano Strategico rappresenta una grande occasione per costruire progetti condivisi con il territorio, attraverso un percorso partecipato, offrendo così alle amministrazioni locali strumenti e idee nuove per attuare politiche di governo con azioni di intervento a medio e lungo termine.

In questa sezione immaginiamo i primi sei scenari , introdotti da un titolo provocatorio “E se Venezia… ?”, in cui vengono affrontati alcuni temi strategici per la Città Metropolitana: Infrastrutture e Trasporti, Turismo e Rigenerazione Urbana, Università e Cultura, Accesso alla Casa e riuso dei Beni Comuni, Federalismo fiscale e Politiche Sociosanitarie. Questi scenari non hanno la pretesa di essere esaustivi, ma rappresentano uno strumento utile per iniziare a ragionare sugli anni a venire indicando alcune priorità per il “governo” della Città Metropolitana.

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Conclusioni

Presi nel loro complesso, i Sei Scenari tratteggiano l’immagine di una Città Metropolitana flessibile, con una forte vocazione internazionale. Una metropoli capace di valorizzare la propria eterogeneità territoriale e di operare all’insegna della sussidiarietà e della partecipazione. Una Città capace di valorizzare il proprio capitale sociale e relazionale, perseguendo ad un tempo le grandi scelte strategiche, che le permetterebbero di assicurarsi un ruolo di rilievo nei diversi contesti, da quello macro-regionale a quello europeo.

Nelle conclusioni la Metropoli Possibile viene proposta come il risultato di un lavoro collettivo, di un percorso partecipato, che proprio nel Piano Strategico Metropolitano trova un momento di sintesi. In questo senso la Città Metropolitana può svolgere un ruolo fondamentale per reagire alle criticità e ai fattori di debolezza che hanno accompagnato la nascita del nuovo ente, accreditandosi come il soggetto necessario di una nuova governance: l’attore capace di generare interconnessioni e alleanze,  proponendo una visione di Grande Città in grado di aggregare energie e potenzialità del territorio. 

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Appendice: Schede territoriali e tematiche

“Pensare Venezia” va inteso anzitutto come l’inizio di un “viaggio”, nel segno della partecipazione, dentro la metropoli; una piattaforma aperta al contributo di singoli cittadini, associazioni, studiosi, gruppi di lavoro, che potranno arricchire il lavoro elaborando schede tematiche che verranno aggiunte strada facendo, implementando il documento.
I sei scenari, le analisi e le tesi presentate sono perciò solo l’innesco di un percorso.

La sezione ospita fin d’ora una scheda-tipo, realizzata dagli stessi ricercatori della Fondazione Pellicani e dedicata a Marghera.

® Fondazione Gianni Pellicani 2016
La città metropolitana di Venezia, Padova e Treviso esiste già nei fatti: la tessono quotidianamente i cittadini  che si spostano attraverso le tre provincie utilizzando la mobilità pubblica e privata.Leggi
Un quinto delle superficie della Metropoli comprendente Venezia Padova e Treviso è urbanizzata. Riduzione del consumo di suolo, delle emissioni di gas serra e dei consumi energetici: queste le sfide.Leggi
Un tempo era l’industria chimica e manifatturiera la principale fonte di lavoro dell’area metropolitana. Oggi c’è un solo settore che impiega lo stesso numero di cittadini: l’innovazione.Leggi
capitolo 2
capitolo 2
Terziario avanzato, creative class, makers: i lavoratori al servizio dell’innovazione nelle province di Venezia, Padova e Treviso sono oltre 135mila. Una “classe atipica” di lavoratori, poco studiata ma decisiva per il futuro del territorio.
Nell’area metropolitana Padova è la provincia più attrattiva, con oltre 55mila lavoratori dell’innovazione. Seguono Treviso con circa 43mila e quindi la provincia Venezia con circa 38mila lavoratori.
Nella metropoli, le sedi di impresa attive riconducibili all’innovazione sono oltre 21mila. Le quasi 26mila persone fisiche con partita IVA sono una popolazione in crescita, nonostante la scarsa tutela sociale.
capitolo 2
Il tasso di urbanizzazione nella Città Metropolitana ha superato il 20%. Il Comune più urbanizzato è Padova, seguono Noventa Padovana, Venezia e Treviso. I numeri del consumo di suolo nella Metropoli, Comune per Comune.
Le abitazioni registrate nel territorio metropolitano sono oltre 1 milione e 300mila: il 14% è stato costruito tra il 2001 e il 2011, il 72% è abitato da residenti. La fotografia di un importante patrimonio economico e sociale della Metropoli.
Due scenari per il raggiungimento degli obiettivi europei per il 2020: l’efficientazione energetica delle abitazioni in cattivo stato di conservazione e la riqualificazione delle abitazioni con più di 40 anni di età. Costi, vantaggi ambientali, indotto occupazionale.

capitolo 1 - Copia

Ogni giorno 90mila persone utilizzano la mobilità pubblica extraurbana nelle province di Venezia, Padova e Treviso. Il 73% dei viaggiatori su treno del Veneto si muove all’interno dell’area metropolitana. I numeri di un fenomeno imponente e sottovalutato.
Tante città in un’unica rete. I cittadini della Città Metropolitana fruiscono del trasporto pubblico lungo l’intero arco delle 24 ore, e il 7% dei trasporti su ferro avviene in fascia notturna, tra le 21 e le 6. L’analisi dei flussi e dei nodi della rete.

 

Coordinamento, infomobilità, concorrenza tra mobilità su gomma e mobilità su ferro: ecco i primi nodi da affrontare per costruire un sistema integrato della mobilità metropolitana
 

 

 

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