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Un ruolo chiave per la creative class nel sistema metropolitano: city branding e strategie di riqualificazione dell’industria turistica

IL DISCORSO DELLA METROPOLI: STORYTELLING COME PROCESSO DIFFUSO E MULTILIVELLARE

“Quello che manca è la costruzione di una mitologia che possa costituire una narrazione. Questo è un territorio che non riesce a cambiare la percezione che gli altri hanno di lui, anche perché siamo noi i primi che non stiamo cambiando la percezione, non costruiamo delle storie che sono in grado di raccontarci in maniera diversa; questo secondo me dovrebbe essere uno dei grandi obiettivi” (cfr. Maria Luisa Frisa). La città metropolitana di Venezia deve darsi una forte caratterizzazione, la creative class è allo stesso tempo oggetto e soggetto di questa nuova identità.

Le ripercussioni di una città percepita come votata all’innovazione (economica e sociale) possono essere molteplici e propagarsi a tutto il sistema produttivo, anche in settori tradizionali. Queste connessioni possono generare viralmente uno storytelling che renda la città metropolitana, anche all’estero, percepita come accogliente, e dedita alla sperimentazione sull’esempio di quanto fatto da altre città europee come Amsterdam, con politiche di citybranding partecipato ossia con una nuova narrazione collettiva del territorio.

AGEVOLARE LE SINERGIE: AVVICINARE GLI INNOVATORI ALL’INDUSTRIA TURISTICA E CULTURALE

Un turismo basato su servizi tradizionali si traduce in un turismo di poca qualità con ripercussioni negative su tutto il tessuto sociale ed economico. Venezia ne è l’esempio, tanto da mettere in crisi la sua stessa esistenza come “città”. “Un caso studio” da tenere ben presente anche per altre zone della città metropolitana che vogliono investire in questa “industria pesante”.

Un mezzo perché un turismo oggi moltiplicatore di esternalità negative diventi strumento di crescita è connetterlo alle parti più dinamiche e innovative della popolazione: il turismo ha bisogno, più che di crescita, di sviluppo qualitativo. Ad esempio l’offerta culturale museale può rinnovarsi ed evolversi per regalare un’esperienza affascinante con l’innesto di modalità espositive in grado di interfacciarsi con tutti i 5 sensi. Fondamentale anche immaginare percorsi e luoghi dedicati ai più piccoli. Tutti elementi che si possono raggiungere creando connessioni stabili con startup ibride.

Ma non solo: la “pluriattività” è un tratto saliente delle forme avanzate di turismo, per chi considera il turismo come l’esplorazione della possibilità di esperienze diverse, è sempre più importante relazionarsi al racconto di esperienze umane concrete.

DARE VISIBILITÀ ALLE NUOVE PROFESSIONI: COSTRUIRE UNA NUOVA IMMAGINE DEL TERRITORIO LEGATA AL SUO PATRIMONIO DI INNOVAZIONE

Una città che ponga al centro le nuove professioni deve far si che queste vivano a stretto contatto con la città, non quindi in zone artificiose, e deve anche permettere che occupino gli spazi pubblici della città attraverso manifestazioni ed eventi che rendano evidenti le nuove professioni (moda, design, video, musica, makers, ICT e le loro molte connessioni con le altre eccellenze del territorio).

“Le nuove startup ibride devono vivere in città, ma non in un contatto artificioso, devono essere a contatto con la cultura, con il turismo” (cfr. Stefano Micelli). Sono molteplici gli esempi per il mondo di manifestazioni in grado di coagulare migliaia di persone e l’interesse dei media anche tradizionali. “Dobbiamo dare valore ai gesti più antichi che raccontino una complessità, che siano grandi gesti identificativi così da rimettere in moto l’immaginario e riaccreditare la cultura italiana nel mondo; manifestazioni che rendano egemonica la cultura (del territorio, del prodotto, delle eccellenze) su quella del turismo mordi e fuggi” (cfr. Maria Teresa Frisa).

POSSIBILI LEVE DI ATTUAZIONE:

  • Creare un portale dedicato allo storytelling metropolitano articolato in base a sezioni specifiche (lavoro, vita quotidiana, tempo libero, ecc.) e alimentato con i racconti dei city users metropolitani;

  • programmare annualmente degli incontri (conferenze, seminari, ecc.) dedicati ai temi delle nuove professioni coordinati da un unico ente;

  • creare un luogo fisico dedicato alla valorizzazione della cultura delle start- up ibride e dell’economia metropolitana;

  • rivisitare le modalità espositive dei musei;

  • agevolare le attività dei locali notturni;

  • realizzare hackaton tra professionisti dell’ICT e categorie impegnate nel settore turistico.